Il vescovo africano
La tradizione colloca Castrese tra la fine del IV e la prima metà del V secolo, durante le persecuzioni ariane. Dall'Africa il suo cammino approda sulle coste campane.
Dalle origini del culto alla storia associativa, fino alla rinascita e agli eventi che hanno segnato Marano.
La tradizione di San Castrese è tramandata anche attraverso antichi riferimenti agiografici noti come Vita Castrensis e Passio Castrensis. Il culto del vescovo africano attraversa secoli e territori fino a diventare parte dell’identità maranese.
La tradizione colloca Castrese tra la fine del IV e la prima metà del V secolo, durante le persecuzioni ariane. Dall'Africa il suo cammino approda sulle coste campane.
Il culto si radica in diverse comunità della Campania, tra cui Castel Volturno, Sessa Aurunca, Quarto e soprattutto Marano di Napoli, che lo riconosce come Patrono.
Nel 1909 prende forma il sodalizio da cui discende l'attuale Associazione San Castrese. La bandiera originale conservata nella sede resta una testimonianza concreta di quelle origini.
Un registro manoscritto conserva il verbale della riunione del 26 dicembre 1944, offrendo una testimonianza diretta della vita interna dell'Associazione nel Novecento.
Il 21 marzo 2015, in Piazza del Plebiscito a Napoli, la bandiera dell'Associazione viene benedetta da Papa Francesco: un passaggio simbolico della storia contemporanea del sodalizio.
La Peregrinatio del Corpo di San Castrese riporta in Campania le sacre spoglie custodite a Monreale: per Marano una pagina destinata a restare nella memoria della città.
Le radici dell'attuale Associazione San Castrese risalgono al 1909, quando nacque il sodalizio storicamente conosciuto come U.C.O. San Castrese. Nel tempo questa esperienza si è evoluta fino all'attuale forma associativa, continuando a custodire devozione, memoria e presenza nella città.
Il culto di San Castrese lega storicamente più comunità. La mappa racconta i luoghi connessi alla devozione e apre la strada a itinerari, fotografie e storie dedicate.